Approfondimenti

17 Ott 23

Che cos’è il Biofeedback Profilo psicofisiologico e Biofeedback Training

Training Biofeedback


Utile per differenti problematiche: stress, ansia, depressione, tensione muscolo-scheletrica, dolori, cefalee, emicranie muscolo-tensive.
Il “Biofeedback Training” è un procedimento attraverso il quale la persona ha la possibilità di imparare a controllare e gestire quelle sensazioni particolarmente fastidiose avvertite negli stati di ansia e stress, come ad esempio tachicardia, sudorazione, tensione muscolare, ecc…
E’ un procedimento che si basa esclusivamente sulla consapevolezza, non ha effetti collaterali e, in breve tempo, attraverso la pratica e l’apprendimento, si possono raggiungere profondi stati di rilassamento psico-fisico e consolidare il nuovo status emotivo.
“Biofeedback” significa letteralmente “informazione fisiologica di ritorno”, ciò significa che la persona può imparare a “controllare” una o più variabili fisiologiche.
L’apprendimento avviene mediante un “feedback sonoro o visivo” che viene emesso nel momento in cui si raggiunge “l’auto-controllo” della variabile fisiologica oggetto di training, come ad es. la frequenza cardiaca.
Nel biofeedback si sfrutta la “plasticità del cervello” per destrutturare vecchi e disfunzionali circuiti neurofisiologici e strutturarne di altri più adattivi e funzionali.

Sistema Nervoso Autonomo e risposta allo Stress

Il sistema nervoso autonomo, costituito dalla branca simpatica (attivatrice) e parasimpatica (distensiva), coordina la risposta allo stress permettendo all’organismo di “organizzare” una risposta adattiva e funzionale in relazione allo stimolo stressante.

Lo stress può pertanto essere definito come una risposta psicofisica, adattiva e funzionale, che l’organismo mette in atto di fronte ad una percezione di “minaccia”. La risposta allo stress comporta quindi una serie di modificazioni fisiologiche (aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, tensione muscolare, blocco della digestione, sudorazione, ecc..) la cui finalità è quella di consentire all’organismo di rispondere in modo efficace allo stimolo stressante (stress acuto).
Una volta fronteggiato lo stimolo stressante, l’organismo è “progettato” per ritornare in una condizione di equilibrio chiamata OMEOSTASI. Qualora l’organismo dovesse invece perdurare in una condizione di stress cronico ciò comporterebbe, sul lungo termine, un esaurimento delle risorse energetiche dell’organismo e la conseguente predisposizione allo sviluppo di disturbi psicofisici.

Che cos’è il Biofeedback

Quando abbiamo l’ansia o siamo agitati o stressati il nostro corpo risponde modificando istantaneamente una serie di variabili fisiologiche (frequenza cardiaca e respiratoria, sudorazione, tensione muscolare, ecc..) che sono avvertite sotto forma di sensazioni talvolta fastidiose (palpitazione, sensazione di mancanza d’aria, tremori, eccessiva sudorazione, ecc..).
Il biofeedback consente di rilevare in tempo reale queste modificazioni fisiologiche, permettendo alla persona di vedere, sul monitor del computer, cosa accade al suo corpo mentre vive uno stato di ansia o stress.
Questa “consapevolezza” permette di acquisire un maggior autocontrollo emozionale, attraverso il quale è possibile aumentare considerevolmente la propria qualità di vita.
All’autocontrollo si associa spesso, infatti, uno stato di profondo rilassamento. In questo senso risulta essere considerato alla stregua di un profondo stato di benessere come dopo un lungo periodo di meditazione.

Il biofeedback consente di imparare a controllare funzioni fisiologiche considerate solitamente come involontarie e automatiche.

Tacogramma e ProfiloPsicofisiologico


In una prima seduta è possibile effettuare sia una valutazione di base del funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo (TACOGRAMMA) sia una rilevazione del funzionamento fisiologico in condizioni di stress (PROFILO PSICOFISIOLOGICO).

IL TACOGRAMMA

La rilevazione tacografica consente di evidenziare il funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo. Un buon funzionamento del SNA corrisponde ad una maggiore adattabilità e flessibilità dell’organismo alle richieste ambientali.
Al contrario, una disregolazione del SNA, correla con ansia, depressione, asma, maggior vulnerabilità a fattori di stress fisici e psicologici e alle malattie e ad un maggior rischio di patologie cardiovascolari.

IL PROFILO PSICOFISIOLOGICO


Avvalendosi del Biofeedback è possibile ottenere inoltre un profilo di funzionamento psicofisiologico in condizioni di stress. Si tratta di una rilevazione attraverso la quale è possibile evidenziare il funzionamento del soggetto in condizioni di stress, valutandone anche le capacità di recupero.
Attraverso i risultati ottenuti dall’analisi tacografica e psicofisiologica, sarà possibile procedere ad una lettura integrata (psicofisiologica) utile al paziente per cogliere informazioni essenziali su come poter apportare miglioramenti alla propria qualità di vita.

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